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I miei libri, per visualizzare la scheda e leggere l'anteprima clicca sulla copertina:
-------------------------Bamboccioni, quello del lavoro è un mondo difficile
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Mi piace scrivere anche poesie
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"...I miei pensieri,
parole che si devono fermare per trovare nuova linfa,
parole sempre nuove alimentate dalla scoperta di emozioni e sensazioni fino a ieri sconosciute.
Nuove emozioni, nuove sensazioni l’elemento indispensabile per far sgorgare, da misteriosa fonte, gocce d’acqua che senza sosta si rincorrono.
I miei pensieri una visione del mondo fragile come gocce d’acqua sospese su una ragnatela parole che come gocce d’acqua si frantumano perdendosi nell’oceano della vita.
I miei pensieri, gocce d’acqua che fuggono dall’oceano in frantumi della vita."
Da pagina 29 del mio libro "Emozioni per caso..." 
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"...Bacio, le mie labbra che da
quell’ultima
volta mai più vogliono esser sfiorate.
Mani, abbandonate, immobili, rifiutano d’esser toccate imprigionate dal ricordo di quei giochi proibiti
Sguardo, occhi accecati che mai più sembrano potersi accendere.
Odore, il vago ricordo di un’incantata ebbrezza d’amore
Parole, il rifiuto di raccontare la poesia di quell’incontro.
Anima, allontanata fatalmente da troppe differenze, imprigionata tra fredde sbarre della memoria.
Pelle ancora troppo infuocata per poter esser nuovamente accarezzata.
Il mio corpo, travolto da quell’onda, cullato dalle schegge di memoria di quei momenti, è dolcemente trasportato, ormai privo di sensi, sulla riva di un amore mai provato prima..."
(Nicola Fabio Vitale)
Dalle pagine 27-28 del mio libro: "Emozioni per caso..."
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Il 2 febbraio avevo scritto un post intitolato FACCIAMO CONOSCERE QUESTI AUTORI cominciava cosi:
Si dice sempre che gli scrittori “minori” non hanno alcun supporto distributivo e promozionale e quindi nessuna speranza di emergere e farsi conoscere. Qualcuno dice che internet possa aiutare.
Ci sono catene di messaggi che si diffondo all’infinito. Mi sono detto allora che forse una catena potrebbe aiutare a far conoscere qualche autore ancora ingiustamente “poco noto”.
La catena questa e funziona: chiunque legga questo messaggio o post, può ritrasmetterlo per e-mail o pubblicarlo integralmente sul proprio blog o altri spazi web.
Accanto al nome di ciascun autore consigliato, tra parentesi, troverete il nome di chi questo autore consiglia. Aggiungeteci il vostro nome, se ritenete che quell’autore possa essere sostenuto. In ogni caso non cancellate dalla lista nessun nome, né degli autori, né di chi li ha sostenuti prima di voi. Se non conoscete un autore lasciate il suo nome in lista così com'é.
Se volete aggiungere un nuovo autore da segnalare, fatelo pure, aggiungendolo in fondo alla lista e, tra parentesi, mettete il vostro nome o il vostro nickname). Potete aggiungere tutti gli scrittori che volete (purché abbiate letto i loro libri!)
Quindi trasmettete il messaggio a quanta più gente potete e in tutti i modi possibili. Indicate all ultima riga chi vi ha mandato il messaggio o dove l’avete letto.
Su aNobii, una discussione in cui la lista cresce in modo regolare, grazie alle segnalazioni che vengono fatte nella lista stessa, che ora si è molto allungata, sia come autori segnalati che come numero di "sponsor".
Ecco dunque la lista (ordinata partendo dagli autori con maggiori segnalazioni):
Inserendo questo post nel blog FREDDOANGELODIFUOCO sostengo tutti e voi?
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Un altro aspetto curioso della teoria dell'evoluzione è che tutti pensano di capirla! ( Jacques Monod)
Solo il cambiamento è eterno, perpetuo, immortale. (Artur Schpenauer)
È molto probabile che una tappa decisiva nel misterioso processo dell'evoluzione dell'uomo sia rappresentata dal giorno in cui un essere, che stava esplorando con curiosità il suo ambiente, fermò la sua attenzione su sé stesso. (Konrad Lorenz)
Rifletto su me stesso, penso a quel che ero, a quel che sono stato e a quel che sono. Amori, amicizie, emozioni, il mio mondo, me stesso, la mia famiglia, il mondo circostante. Provo a immaginare quel che sarò. Arrivo rapidamente a una certezza assoluta, una ferrea convinzione: io, oggi, sono quel che voglio essere, quel che è stato, il passato, non ha lasciato alcuna traccia in me. Domani sarò quel che vorrò essere, il presente non lascerà alcuna traccia in me.
Sfoglio lentamente le pagine della memoria.
Amore: mi rivedo un giorno, tanti anni fa, mentre inseguivo l’amore. Pensavo che il corteggiamento fosse conquista, mi ero illuso di poter piegare il cuore di una persona alla mia volontà. Oggi sono convinto del contrario, quell’esperienza mi ha cambiato. In questo momento sono convinto che l’amore sia un sentimento che nasce spontaneamente, una scintilla che si accende all’improvviso e, per alimentare quella tempesta di fuoco chiamata passione, deve essere ricambiato altrettanto spontaneamente. Il corteggiamento è, molto più semplicemente, il dolce gioco di due cuori già sedotti.
Amicizia: raccontarsi ogni giorno, avere l’impressione di ritrovarsi nelle stesse sensazioni, condividere momenti di vita vissuta. Pensavo che quella visione non dovesse cedere mai. Un giorno, invece, è crollato tutto. L’amicizia, nella mia testa, è diventata qualcosa che deve essere dimostrata ogni giorno, l’amicizia deve reggere nei momenti di difficoltà, quando ci sono interessi contrastanti in gioco, quando ci si deve dire anche le cose più brutte guardandosi dritti negli occhi.
Emozioni: mi ricordo il rumore di un giorno lontano, il cuore batteva senza controllo, sembrava impazzito, avevo la sensazione che stesse per esplodere. Dovevo seguire quelle emozioni, non mi piacevano le mezze misure, non c’era spazio per la ragione, rifiutavo nel modo più assoluto la semplice idea di poter coltivare un timido sorriso incontrato per caso. Un disastro! Emozioni un pugno nello stomaco, l’assoluto che deve essere controllato dalla ragione, un timido sorriso incontrato per caso e la curiosità di coltivarlo e osservarlo crescere un po’ alla volta.
Il mio mondo, me stesso, la mia famiglia, il mondo circostante. Il mio mondo, me stesso qualcosa di sbagliato, completamente alienato da tutto ciò che mi circondava Il mio mondo, me stesso, vivere nell’isolamento più assoluto e la scoperta che la vita è sempre e comunque un dare e un avere. L’isolamento è il rifiuto di ciò che mi circonda, accompagnato dalla scoperta che, anche nel mondo circostante, ci sono cose sbagliate, tutte da rifare.
Rifletto su me stesso, penso a quel che ero, a quel che sono stato e a quel che sono. Amori, amicizie, emozioni, il mio mondo, me stesso, la mia famiglia, il mondo circostante. Provo a immaginare quel che sarò. Arrivo rapidamente a una certezza assoluta, una ferrea convinzione: io, oggi, sono quel che voglio essere, quel che è stato, il passato, non ha lasciato alcuna traccia in me. Domani sarò quel che vorrò essere, il presente non lascerà alcuna traccia in me. Falsa convinzione, la realtà ha dimostrato il contrario.
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Un incontro casuale, nulla di programmato, un pò come le emozioni che ho cercato di raccontare quando ho scritto il mio libro di poesie Emozioni per caso... , ed ho avuto il piacere di conoscere, grazie al mio blog, il poeta, scrittore e critico letterario Nicola Vacca, che mi ha regalato l'emozione questa splendida recensione dedicata alla mia raccolta di poesie.P.link | Leggi i commenti (3)
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aperti illuso che quei sogni possano essere un giorno realizzati. 
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Credo che la verità abbia una sola faccia: quella della contraddizione violenta
(Georges Bataille)
La vita è fatta di incontri, incontri che scandiscono l’esistenza, l’esistenza di tanti, tutti.
«Buongiorno»
«Buongiorno, ci conosciamo?»
«Non personalmente ma non è un problema. Siamo tutti figli dello stesso padre»
«Davvero?»
«Si, è nell’alto dei cieli. Amore universale, fratellanza, pace sono alcune delle sue parole d’ordine»
Sono le parole raccontate da uno strano personaggio dal piglio sicuro che ho incontrato qualche anno fa. Un libro in mano, l’aria sicura di chi è convinto di essere in possesso della verità assoluta, il racconto della storia del creato che si perde nella notte dei tempi, risposte a domande perenni, a dubbi che attanagliano l’uomo da sempre, fin dalla sua comparsa sulla faccia della terra. La religione e le sue presunte certezze, le sue verità assolute, non ci possono essere dubbi. Su tutte l’amore universale. Quelle parole, quelle certezze e un dubbio, il più grosso su questo argomento, che mi accompagna da sempre: e i milioni di morti sacrificati per le guerre di religione?
Un giorno come tanti leggo su un libro, per l’ennesima volta, la solita frase che si insegna sui banchi di scuola: “La legge è uguale per tutti”. Ne prendo atto, la legge è uguale per tutti. Nel corso degli anni un altro dubbio prende il sopravvento, ma sarà poi così vero? Forse sarebbe il caso di chiarire chi sono questi tutti! La legge, uno strumento necessario per garantire la convivenza di tante persone sotto lo stesso cielo, un cielo che sovrasta un organismo chiamato società. Un organismo che deve funzionare nonostante la presenza di milioni di esseri viventi, la legge è uno degli strumenti fondamentali per assicurare il suo funzionamento. Rimane un dubbio, il più assillante, “la legge è uguale per tutti”. Chi sono tutti? Ma la legge è uguale, per esempio, anche per chi fa la legge. Ma la legge sarà poi così uguale come si racconta in giro? Non è un discorso che riguarda solo chi fa le leggi ma anche la sua applicazione. Anche in questo caso sembra sia necessario avere gli strumenti indispensabili per farla rispettare, in caso contrario, tanti auguri. Forse, dicono in tanti, la legge la fa applicare soprattutto chi se lo può permettere. Che si tratti della solita voce di popolo completamente infondata?
La famiglia, un altro argomento e il solito incontro: «È ora di metter su famiglia». La famiglia, i suoi valori sacri. L’amore, il rispetto, i principi fondamentali. Insomma dovrebbe essere un pilastro della società in cui viviamo e, al tempo stesso, un esempio da seguire, apprezzare e, quando è il caso, da rivalutare. La famiglia, già, ma molto spesso, come tante altre cose, non è quella meraviglia che si racconta in giro, anzi, spesso, è proprio vero il contrario. Un deserto dal quale l’unico scopo può essere quello di uscirne vivo, un mondo, troppe volte, basato sull’odio, sull’egoismo e quanto di peggio possa produrre l’animo umano.
Nell’infinita ricerca di me stesso la confusione aumenta, tanti dubbi, figli inevitabili di troppe contraddizioni che mi circondano, l’apparenza non corrisponde alla sostanza, la teoria è molto lontana dalla pratica. Un inseguimento senza sosta di volti che si succedono mentre pronunciano le loro presunte verità. Per l’appunto presunte verità, volti che vomitano parole, che non chiudono mai la bocca, che non smettono mai di vomitare i loro dogmi che, alla fin dei conti, producono solo un’infinità di dubbi, contraddizioni evidenti e malessere.
Cerco di isolarmi nel tentativo di riuscire a trovare una logica unitaria alla mia esistenza, alla fin dei conti anche io ho delle idee, ho la mia personalità, ho il mio carattere. Però non sono, non posso essere, non riesco a isolarmi da tutto ciò che mi circonda. Ci ho provato ma è servito solo a rendermi conto di essere anche io, mio malgrado, parte di quel tutto. Il fatto stesso di tentare di non far parte di quel tutto ne è la dimostrazione, la più semplice. Mi sono isolato da quel tutto perché non mi piace, non lo sento mio, non mi appartiene. Io, parte di quel tutto, punto il dito contro le contraddizioni di quel mondo che rifiuto ostinatamente. Anche io, però, sono atteso al varco. Io, come tutti, vivo, nel mio piccolissimo mondo, delle mie piccole contraddizioni che potrebbero avere tante spiegazioni ma, anche io, sono accusato di essere un tipo contraddittorio, il mio puntare il dito sulle contraddizioni di ciò che mi circonda si è trasformato, con il passare del tempo, in una specie di lente di ingrandimento sul sottoscritto. Ci penso un attimo e mi accorgo che, da quando l’uomo è comparso sulla faccia della terra, va avanti una specie di guerra, nella quale, oggi, io sono coinvolto come tutti i miei simili, uno scambio di accuse reciproco sui rispettivi modi di essere. Cambiano le dimensioni, cambiano gli effetti, però, alla fine tutto sembra destinato a non dover finire mai, forse è una delle poche certezze che accompagna e accompagnerà sempre l'esistenza degli esseri umani. La continua tensione che accompagna ogni essere vivente all'interno della comunità nella quale vive con tutto ciò che lo circonda. Una continua tensione alla ricerca di una logica unitaria, in grado di offrire risposte convincenti per tutti quanti. Molto probabilmente non esiste, prevale solo legge del più forte ma, anche il più forte, prima o poi è atteso al varco e anche lui non sarà il più forte ed esploderanno ancora una volta dubbi, contraddizioni e tutto quanto da sempre cova silente nel profondo dell’animo umano. Forse sarebbe necessario ricordarsi dell’esistenza di una semplice parola, tolleranza. Ma a molti, i più, questa parola non piace.
Verità, forse la verità è che viviamo in un mondo in cui una delle poche certezze sono le contraddizioni e l’inesauribile ricerca di una logica in grado di dare un’apparente unitarietà al tutto. Una logica cui sfugge sempre qualcosa, una logica figlia dei nostri limiti. In fondo siamo esseri limitati.
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"...L'amore è luce che non si può rappresentare,
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(Demenziale, autoironia, si fa per ridere)
Andare in giro alla ricerca di un imprevedibile imprevisto, inaspettato. Succede, tanti anni fa. In giro per il mondo alla ricerca di un lavoro, alle prese con l’ennesimo concorso. Esco dall’albergo, con il solito sguardo distratto giro per vie che non conosco alla ricerca di qualcosa che attiri la mia distratta attenzione. Monumenti, un locale dove sfamarmi e, appunto, qualche imprevedibile imprevisto. Eccolo, è lì, di fronte a me! Non ci credo mi viene incontro. Bella, bellissima. Alta, slanciata, elegante, ben vestita un viso affascinante, un corpo da urlo. È disperata, avanza con la forza della disperazione, la trascina il suo cane minuscolo. Piange, lacrime d’amore scendono incessanti sul suo volto. Io la incrocio per un istante che risuona infinito nella mia mente. Penso è lei, è la donna che fa per me. Cosa darei per consolarla, cosa farei per attirare la sua attenzione, cosa potrei fare perché una sola delle sue lacrime sia mia, quella di un amore solo mio, una lacrima di gioia. Cosa non farei per suscitare la sua simpatia. Scrivo poesie, potrei provare a scrivere una maledetta poesia. All’epoca non le scrivevo, lei era una poesia, una poesia d’amore irraggiungibile. E poi ‘sta storia delle poesia non funziona, si scrivono solo per il piacere di stendere le parole su carta. È un po’ come la storia di quello che suona la chitarra, lui resta sulla spiaggia a suonare e gli altri trombano. Le poesie, idem. Ritorno alle tecniche d’approccio, non sono il mio forte, men che meno per la strada. Maledizione, non ci sono fermate dell’autobus per chiedere informazioni sull’orario, potrei provare con via Tal dei Tali. Piange come una disperata, non mi sembra il caso. Allora, vediamo non ho neanche i fazzoletti di carta. Maledizione, maledizione, il tempo stringe, lei è vicino a me, la voglio conoscere, devo trovare una soluzione, devo tentare un approccio, è stupenda. Tecniche di seduzione, tecniche di seduzione, non le conosco. Devo pensare a qualcosa da fare in poco tempo e cosa pensa il mio folle neurone:« Bau, bau». Bau, bau le uniche maledette parole che mi sono venute in mente guardandola ispirato dal suo cagnolino. Già mi immaginavo al posto di quel minuscolo cane che la trascinavo lungo le strade dell’amore e l’unica cosa che mi viene in mente è un surreale: «Bau, bau». Inutile dire che non ho abbaiato, ma nelle notti di luna piena mi affaccio alla finestra e, mentre invidio quel minuscolo essere, il suo cagnolino, abbaio come un disperato. Nelle notti di luna piena se sentite un “Bau, Bau” disperato quello sono io. Le mie tecniche di seduzione… «Bau, Bau!».
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